Nino D'Angelo, brevi note sui testi delle canzoni del cantante napoletano

Pubblicato il da Mariella Prunesti

Cantautore, attore e regista della piazza italiana. Da oltre trent'anni ci allieta con la sua allegra essenza napoletana.

Biografia di Nino D'Angelo

Nasce a San Pietro a Patierno nel '57; componente di una famiglia non abbiente. E' costretto ad abbandonare gli studi per potersi mantenere.

Trova lavoro come gelataio e arrotonda cantando a feste e matrimoni. Vive il suo primo momento di gloria quando, grazie a dei piccoli fondi famigliari, riesce ad incidere il suo primo disco: A storia mia. Comincia così a farsi conoscere, soprattutto nelle regioni meridionali. A 22 anni comincia a lavorare a teatro, fino al 1981, data del suo primo debutto come attore in Celebrità.

Sono questi gli anni del suo successo, dove diventa il Nino nazionale, il Nino D'Angelo che tutti conosciamo.

Arriviamo al 1986, anni del suo debutto a Sanremo con la canzone Vai che viene completamente ignorata dai critici, ma al pubblico piace e l'album che la contiene, riscuote un successo incredibile.

Nel '90 cade in depressione: risposta alla morte dei suoi genitori; cresce, diventa più maturo e introspettivo, il suo look e i suoi testi rispecchiano il suo stato d'animo.

Questo cambiamento improvviso, tuttavia, avvicina ancor di più a lui i suoi fans e tuttavia continua a restare sull'onda del successo, tra film e musica.

Il suo ultimo lavoro l'ha presentato a Sanremo, nel 2010, Jammo jà; non accede alla finale ma decide di lavorare ad una compilation che ripercorre i suoi 35 anni di musica e passione.

Una vita, una passione: alcuni tratti delle sue canzoni da non dimenticare

Sono ben 41 gli album che Nino ci ha regalato finora, uno dei rappresentanti più amati della canzone meridionale, un interprete e un cantautore come pochi.

I testi di Sanremo parlano di storie d'amore e di vita comune: "L'amore si sente, l'amore non si sa e se lo vuoi capire non si nasconderà", dice questo, durante una delle sue ultime apparizioni sul palco dell'Ariston.

"Senza giacca e cravatta" è forse la sua canzone più bella, la più amata.

"Quanta strada aggio fatto pe' sagli' sta fortuna miez'a gente distratta io nun ero nisciuno" racconta di sé, dei suoi esordi, della fatica fatta per inseguire una passione diventata tanto grande da volerne fare una professione, seppur col rischio di non farcela.

"Jammo annanz'accussì. 'A fatica è nu regalo e 'a speranza è partì" (Jammo Jà)

Ieri, oggi e domani: un mito è per sempre

Ha segnato la canzone napoletana, s'è fatto ascoltare e s'è fatto amare raccontando di sé nelle sue canzoni, raccontando un pezzo di storia italiana forse infamata da chi delinquente lo era veramente.

"No, nun me chiammate ancora delinquente,

Stu nomm, dice sul 'nfamità.

Sentite, sentite primma tutt 'a storia mì,

E doppo me putite giudicà..." (A Storia Mì).

Nino D'Angelo a Sanremo

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