Da una matita alla pellicola: un fumetto denigrato

Pubblicato il da Mariella Prunesti

Non si tratta del solito eroe Marvel che approda sul grande schermo. Non si tratta neanche di un cartone animato. Si tratta di Dylan Dog: stesso titolo sia nel fumetto che nel film, ma che in comune hanno solo l'iconografia.

Ok, a volte può succedere. Può succedere che, nel passaggio lettura-visione si perda qualcosa per strada avendo magari l'impressione che il regista abbia voluto dare una sua versione differente pur col l'intenzione di rimenere fedele all'originale, ma in questo caso non è esattamente così.

Dylan Dog si è sempre distinto per il suo essere controcorrente, l'unico che scorrazza ancora su un maggiolone storico e che dà la caccia ai fantasmi. Sia chiaro, non come in Ghostbusters, ma in un modo unico e tutto suo, un modo che lo rendeva semplicemente se stesso, sia nel personaggio che nelle storie di cui era protagonista.

Ebbene, nel film si possono notare chiaramente i rimandi ad altri film e telefilm dei nostri giorni; forse perchè "fa tendenza" seppur di moda a Dylan non è mai importato granchè dal momento che il suo guardaroba è miseramente fornito da un jeans, una camicia rossa e una semplice giacca nera.

Troviamo quindi vampiri stile Buffy che vendono sangue come droga come succede in True Blood; la trasformazione e l'aumento di una razza vampiresca più forte e temibile, scatena lotte furibonde con i licantropi...cosa vi ricorda questo particolare? A me, e non tanto lontanamente, la saga di Twilight.

Che dire poi, dell'assenza praticamente inspiegabile di Groucho? Qualora il Sig. Munroe non lo sapesse, Groucho Marx è l'anima del fumetto! Dunque in conclusione, pur non sapendo l'opinione che papà Tiziano Scalvi abbia del film sul suo figlioccio, posso ben immaginare la sua delusione nel destinare una pellicola ispirata al solo, unico e grande Indagatore dell'incubo, ad un pubblico di giovani ragazzini svezzati a suon di omogeneizzati a base di vampiri tamarri e licantropi.

Sapete cosa direbbe Groucho a questo punto?

"Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro" ... ecco il vero Dylan Dog!

il vero Dylan DogRupert Everett nei panni di Dylan Dog

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